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Vendita assistita in farmacia: perché è così importante

Un iter che prevede accoglienza, consiglio, empatia e competenza. Ma non solo: a fianco alla vendita visiva la vendita assistita oggi ha bisogno di sviluppare nuove funzioni e una moderna professionalità, perché è l’elemento distintivo del canale farmacia e rappresenta un valore importante se si concentra su capacità di consiglio e relazione con il paziente-cliente.

Poiché abbia successo il processo di vendita, ha bisogno di 3 step ben distinti:

  1. Assortimento
  2. Competenza nel consiglio
  3. Capacità di relazione

Nell’ambiente farmacia, rispetto ad altri luoghi commerciali, gli ultimi due punti determinano con forza l’esito positivo della vendita. Il cliente deve essere accolto e ascoltato attentamente per trovare un contatto empatico al fine di instaurare una conversazione coinvolgente. Questa modalità di relazione conduce ad un rapporto fiduciario (paziente-farmacista), che va al di là del semplice scambio economico (merce/soldi) esaltando invece la fidelizzazione dell’acquirente alla farmacia.

Il farmacista deve essere in grado di porre delle domande mirate, comprendere velocemente il quadro generale dei piccoli disagi del cliente e raccomandare il prodotto più idoneo alla situazione. Di conseguenza la competenza del Dottore è il cardine su cui ruota la capacità di vendita: senza un adeguato background di conoscenze non è assolutamente possibile indirizzare in maniera corretta il paziente. Se la capacità di entrare in sintonia profonda con le persone può essere una dote caratteriale innata (su cui comunque si può migliorare), la capacità di fornire consigli adeguati è strettamente legata allo studio e all’impegno del singolo nell’ampliare il suo bagaglio di conoscenze. Investire tempo e denaro nell’accrescimento delle competenze è un ottimo modo per assicurarsi un futuro professionale redditizio.

Quattro consigli che possono risultare efficaci sulla vendita assistita:

  1. Identificare e identificarsi con il cliente: capire le necessità dell’interlocutore e viaggiare sulla stessa linea emotiva sono ingredienti necessari per raggiungere il focus.
  2. Evitare di essere un “distributore di prodotto”, ma arricchire sempre il contatto con il cliente con consigli sull’uso corretto del prodotto e sulle sue modalità di assunzione.
  3. Essere sempre up-to-date: la continua formazione pone il farmacista come vera e propria guida nei confronti del paziente-cliente, che avrà maggior attenzione nell’ascolto e percepirà le sue competenze.
  4. Un arredo che consenta di trattare i pazienti con la privacy necessaria e accompagnarli nella scelta di un prodotto adeguato attraverso un allestimento performante (aree dedicate, passaggi consoni, cabine, ecc.) e una comunicazione chiara.

Colori e tendenze: i Pantoni dell’autunno inverno 2022-2023

Il mondo della moda è strettamente collegato con l’interior e il design, poichè tutti i settori che comunicano con i colori traggono la loro ispirazione dal fashion che ogni anno detta legge con le sfilate di New York e Londra in particolare. Pantone è il punto di riferimento delle tendenze dei colori.

Ma cos’è il colore Pantone? Pantone LLC è un’azienda statunitense che si occupa di tecnologie per la grafica, della catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di questi ultimi. Pantone in questo modo fornisce un linguaggio cromatico universale. Il significato di Pantone non è solo legato alla classificazione dei colori, il suo intervento risulta molto potente poiché questa azienda, studia i colori. E come ogni anno ne sceglie uno o più (in base a studi e calcoli sulle tendenze in voga) e li elegge “colore Pantone dell’anno”. Vista la popolarità e l’autorità di cui gode l’Istituto, i colori prescelti dettano legge e vengono declinati in tutti i settori cha abbracciano il colore come fonte di ispirazione.

I protagonisti assoluti della palette della stagione Autunno Inverno 2022 2023 sono l’arancione, il rosso, il rosa e l’azzurro chiaro. Ma sono previsti accostamenti di colori neutri, che abbinati alle tonalità forti creano stili equilibrati. La palette è composta di 10 tonalità così descritte:

  1. LAVA FALLS: un appassionato rosso aranciato dalla presenza accattivante
  2. SAMOAN SUN: allegro e che illumina
  3. ORANGE TIGER: un’arancio ad alta visibilità con stravaganza
  4. ROSE VIOLET: vivace e vibrante, piena di vivacità
  5. AMAZON: un verde lussureggiante e fertile a foglia larga
  6. NOSEGAY: un rosa floreale profumato che avvolge i sensi
  7. WATERSPOUT: detergente e rinfrescante
  8. CARAMEL CAFE’: un’adorabile tonalità marrone che ricorda sapori e profumi invernali
  9. MIDNIGHT: un’ipnotico blu profondo che evoca il cielo serale
  10. MARTINI OLIVE: un tono verde ispirato alla frutta con un tocco di salamoia

A questo elenco si aggiungono tonalità più neutre e morbide: l’Artic Wolf, un bianco sfumato, l’Autumn Blonde, che è un crema, il Polar Night, un blu scurissimo, il Loden Frost, un verde terra, e il Chiseled Stone, un grigio pietra.

In generale vincono i toni caldi che ben si modulano nelle scelte di interior, svelando un’anima ancora incentrata su tinte decise e soprattutto che ben si accostano al materiale preferito per eccellenza: il legno. Colori che si completano con le tinte fredde o creano a loro volta palette più articolate e meno appariscenti non restano comunque indietro tra le tendenze dei colori e chiudono con eleganza gli accostamenti proposti da Pantone. In generale, lo stile moderno e minimal detterà le mode del design dei prossimi anni per creare ambienti raffinati ed eleganti.

L’importanza dell’accessibilità universale in farmacia

Oggi la farmacia è diventata il punto di riferimento del cliente-paziente per il suo prezioso servizio di assistenza, diventando un pilastro fondamentale del sistema sanitario. È per questo motivo che l’ambiente farmacia deve essere studiato nel suo approccio al cliente con un’accessibilità adeguata per ogni esigenza in modo tale che il farmacista possa assistere nel modo opportuno i propri clienti-pazienti.

Si parla di “accessibilità universale” quando tutti gli individui, indipendentemente dal proprio stato fisico o cognitivo, possono recarsi in farmacia in maniera autonoma. Proprio per questo motivo è fondamentale, in fase di progettazione della farmacia, rispettare le diverse esigenze degli arredi, delle attrezzature e dei servizi.

Questo presupposto, richiede un adattamento degli spazi, dei prodotti e dei servizi, che elimini gli ostacoli esistenti, non solo relativi alla mobilità, ma anche alla comprensione. E per raggiungere questo risultato l’allestimento dell’arredo e la distribuzione degli spazi deve essere studiato da esperti del settore.

Ci sono dei requisiti che è importante fissare per garantire l’accessibilità universale:

  1. Le informazioni sulla posizione e la localizzazione della farmacia (insegna della farmacia, banner luminoso della croce, illuminazione uniforme)
  2. Curare la vetrina della farmacia: la facciata è il primo biglietto da visita per il cliente-paziente. Chiarezza nella comunicazione, disposizione dei prodotti in vetrina a diverse altezze per consentire la giusta visibilità non solo a persone diversamente abili ma essere comprensibili anche a persone con disabilità cognitive.
  3. Un’entrata che faciliti l’accesso a chiunque, con o senza difficoltà motorie dove il dislivello tra il marciapiede e il pavimento interno della farmacia non superi gli 1,5 cm. Per pendenze superiori al 25%, ci saranno scale accessibili integrate con rampe. E quando non è possibile installare la rampa, è possibile utilizzare mezzi meccanici per ovviare il dislivello;
  4. Pavimento omogeneo all’interno della farmacia. Questo piano deve essere antiscivolo e senza dislivelli. Si raccomanda inoltre un contrasto cromatico con le pareti e gli altri arredi per facilitarne la visualizzazione, collocando strisce-guida da utilizzare come punto di riferimento nei percorsi interni al negozio.
  5. L’arredamento deve rispettare le larghezze minime consigliate per facilitare il flusso dei percorsi degli utenti e dei dipendenti. Quindi è bene prevedere sedute che permettono la sosta occasionale da parte degli utenti, soprattutto quelli con problemi di deambulazione. Si consiglia di utilizzare cassettiere, gondole e display progettati anche per l’approccio frontale delle persone che fanno uso di sedie a rotelle.
  6. Segnaletica e comunicazione indoor. Un altro aspetto importante è la segnaletica all’interno della farmacia, proponendo informazioni sui prodotti, sui reparti e sui servizi di immediata comprensione.

Questi sono i punti salienti che una farmacia deve utilizzare come cardine essenziale per stabilire un rapporto di massima fiducia con la propria utenza, caratteristiche che vanno sviscerate attraverso un’analisi completa da parte di un progettista del settore.

Un buon allestimento include sempre…

Competere in un mercato in trasformazione è una sfida ogni giorno da cavalcare per non perdere l’interesse dei clienti-pazienti e risultare più appetibile rispetto ai competitor. Un arredamento che rispetta estetica e funzionalità deve prevedere di abbracciare marketing e comunicazione visiva per dotare la farmacia contemporanea degli strumenti necessari per affrontare con efficacia un mercato in continua evoluzione.

Mai come in questo periodo il mercato dell’arredamento per farmacie era stato interessato da una così rapida trasformazione. Quelli che un tempo erano i fattori distintivi di questo tipo di servizi – la progettazione su misura degli arredi, gli interventi puramente architettonici, etc. – che prima rivestivano un ruolo quasi esclusivo, oggi vanno inquadrati in uno scenario più ampio. E tutto questo perché? Tutto parte dalla profonda trasformazione del cliente-paziente a livello sociale, culturale ed economico.

Certo, materiali, design e finiture, contraddistinguono l’arredamento fin dal momento in cui si varca la soglia in farmacia, ma senza strategie commerciali, non si potranno creare connessioni durature con il cliente-paziente. Quindi, mai perdere di vista questi 5 punti, cardini di una buona riuscita e di successo:

  1. Un arredo personalizzato

Uno spazio ben arredato è innanzitutto accogliente e studiato per ospitare e indirizzare l’utente all’interno di ogni area merceologica; deve trasmettere professionalità ma al contempo predisporre al dialogo. Tutti gli elementi di arredo devono concorrere a creare un ambiente di questo tipo.

  1. La disposizione dei prodotti

Il farmacista di oggi deve proporre al pubblico un vasto assortimento di prodotti per stimolare l’acquisto d’impulso e soprattutto fidelizzare il cliente. Allestire gli spazi espositivi valorizzando ogni segmento in base ai percorsi è il fattore determinante per dare la giusta valorizzazione a tutti i vari reparti.

  1. Un arredo ad hoc per ogni situazione

La struttura espositiva di una farmacia oggi deve avere una grande flessibilità per adattarsi in tempo reale ai mutamenti del mercato e alle esigenze di organizzazione interna dell’attività. Questi criteri devono accompagnare l’aspetto estetico degli arredi.

  1. Spazi dedicati

Creare nuovi spazi e migliorare l’immagine complessiva della farmacia sono le prime cose in cui un buon arredatore può aiutare il farmacista. Andando oltre la semplice vendita di prodotti la farmacia di oggi, deve dotarsi di nuovi servizi che la trasformino luogo di riferimento per il benessere e la salute, dove il farmacista non viene più percepito come semplice dispensatore di farmaci ma come l’eccellenza stessa di una filosofia a tutto tondo: cabina di autoanalisi, servizio di prenotazione visite specialistiche,  box per trattamenti cosmetici, colloqui individuali, sono tutte componenti molto importanti, che possono essere inseriti in un buon layout di ristrutturazione e arredamento della farmacia.

Farmacia e allestimento: comunicare la scienza con le emozioni

Il cliente-paziente che varca la soglia della farmacia è colpito innanzitutto dall’allestimento dell’arredo che va di pari passo con la comunicazione visiva di immagini, colori, materiali e luci. Far comprendere la disposizione e la valenza di ogni categoria merceologica, è un compito che spetta all’interior designer, caratteristica molto importante, che nasce già nella fase del layout progettuale.

Far passare un messaggio basato su dati scientifici che vengono collocati sugli espositori, è estremamente difficile, se non impossibile, il tramite necessario per veicolare questo messaggio deve sempre essere l’emozione. Non solo: in questo specifico settore bisogna sottostare anche a precise regole sui contenuti e sul modo in cui questi sono espressi.

Da un lato è evidente che tutti i temi relativi alla salute abbiano un fortissimo impatto emotivo, che spesso va ad attingere ai valori personali più importanti per ogni individuo. Coinvolgere il pubblico a partire da queste emozioni vuol dire creare una connessione profonda e duratura fra utente e farmacista. Senza dimenticare di non abusare della comunicazione basata solo sull’emotività: la comunicazione di un prodotto farmaceutico viene percepita affidabile se contiene dati scientifici reali e indicazioni specifiche sulle condizioni e i modi d’uso, eventuali rischi e altre informazioni rilevanti.

Cercare l’empatia, aiuta a creare emozioni favorevoli, conferisce fiducia e professionalità: per questo ci si serve di emozioni positive e contenuti “inspirational” per far arrivare il messaggio in modo efficace. Trasmettere messaggi basati sulla speranza e la positività, incoraggiano un atteggiamento proattivo di tutela della propria salute e quindi fidelizzazione alla farmacia e partecipazione a eventi organizzati. In questo senso creare un ambiente farmacia accogliente, con una palette colori ben studiata per ogni zona, ben illuminato, dotato di cabine per la consulenza specifica di alcune problematiche, si organizzerà un circuito perfetto per fidelizzare il cliente-paziente e rendersi indispensabili.

Inoltre ci sono molti modi di comunicare un prodotto farmaceutico facendo leva sulle emozioni positive. Uno dei migliori è senza dubbio l’uso di contenuti generati dagli utenti. La maggior parte dei clienti-pazienti, tende a fidarsi di più di una testimonianza confidenziale piuttosto che del messaggio di un brand. Gli step che un progettista valuta per avviare questo percorso sono:

  • L’accoglienza: creare un banco o una postazione pensati per ospitare con chiarezza e rispettando l’accesso ergonomico del cliente -paziente, è fondamentale per mettere a proprio agio e gestire un dialogo empatico.
  • L’ascolto: dedicare aree di privacy parziale (separè sulle postazioni cassa) o totale (cabine) per conferire con maggiore descrizione, aumenterà la sicurezza emotiva e la professionalità in farmacia
  • L’argomentazione del prodotto richiesto/proposto: un’esposizione ragionata per aree merceologiche con colori, immagini di richiamo, luci soffuse o che sottolineano particolari zone, predispongono l’utente all’ascolto e ad assorbire le informazioni relative al prodotto.

Esporre i prezzi in farmacia: i consigli di Pharmacavigar

Può essere un metodo davvero efficace per aumentare le vendite in farmacia. Gestire al meglio il prezzo sugli scaffali è una delle tematiche più interessanti del marketing, perché coniuga le esigenze di esporre correttamente il prezzo con il bisogno di soddisfare i bisogni primari e supplementari del cliente-paziente.

Innanzitutto mostrare dei prezzi alti, può essere negativo all’occhio dei clienti? In alcuni prodotti che vengono recepiti come “esclusivi” il prezzo elevato ha una funzione di validazione: il cliente, infatti, lo percepisce come una garanzia di un articolo di qualità superiore. Il costo elevato soddisfa il pubblico più esigente che vuole essere rassicurato con una selezione che diventa quindi rassicurante e incentiva la vendita.

Generalmente il costo ben in mostra, oltre che rispettare la normativa relativa all’esposizione dei prezzi dei prodotti al pubblico, permette di rendere autonomo il cliente-paziente, soprattutto per i prodotti disposti su scaffali destinati al libero servizio. Negli scaffali a parete, i prodotti che hanno maggiore attenzione (e dunque redditività) sono quelli collocati verticalmente tra mani e occhi, quindi all’incirca tra gli 80 e i 160 cm di altezza.

Approfittare di prezzi ben chiari significa anche esporre e catturare l’attenzione quando la stagionalità permette di fare promozioni o sconti. Gli sconti limitati nel tempo funzionano meglio: rendere evidente che l’offerta ha una scadenza ravvicinata crea un senso di urgenza nel cliente e spinge a effettuare l’acquisto. Un consiglio è quello di attuare una politica di sconti che segua la stagionalità e/o le ricorrenze festive poiché può essere più vantaggioso rispetto a proporre una strategia di sconti troppo frequenti o costanti all’interno della farmacia. Mentre la strategia di mettere in promozione prodotti vicini alla scadenza o di linee superate dalle novità del momento, risulta vincente per eliminare prodotti che a breve potrebbero risultare invendibili.

Mai dimenticare di riservare sconti riservati a clienti fidelizzati che acquistano con regolarità più prodotti dilatati nell’arco dell’anno. Un altro metodo per incentivare l’acquisto è proporre un articolo in omaggio sull’acquisto di uno a prezzo pieno: i clienti tendono ad acquistare più articoli e più volentieri, rispetto a quanto farebbero con una percentuale di sconto.

Senza mai dimenticare che il farmacista preparato farà sempre la differenza sul determinare le scelte d’acquisto: la professionalità ripagherà sempre.

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Dare valore al banco prescrizioni

È la parte dell’arredo a cui si fa riferimento, l’approdo finale del cliente-paziente e di conseguenza la parte dell’allestimento che si percepisce come fulcro di tutto, un arredo che deve essere un forte richiamo, la punta di diamante della farmacia. È un punto di sosta obbligatoria, di relazione e comunicazione tra il farmacista e chi decide di avere una consulenza veloce ma professionale.

Il ruolo del banco prescrizioni è duplice poiché non solo conclude il processo nel percorso degli acquisti, ma diventa zona pulsante come vetrina espositiva di prodotti o messaggi promozionali. Il banco deve avere requisiti specifici, estetici e funzionali. Si deve adeguare alla metratura disponibile poiché non deve sottrarre spazio alla vendita sugli scaffali e soprattutto non ostacolare il percorso che deve effettuare il cliente. Al contrario se il locale è molto ampio, si può osare con un banco che si snoda nello spazio e sia impattante nel contesto generale. Una scelta molto gettonata è optare per banchi mono-postazione per aumentare e migliorare la privacy tra il farmacista e il cliente e gestire gli spazi in modo più ordinato.

Psicologicamente ci sono due tendenze altrettanto valide da considerare:

  • Il banco come tappa posizionata all’inizio del percorso. In questo modo il cliente-paziente sente appagato il suo bisogno primario e di conseguenza si sentirà libero di farsi tentare dai prodotti nell’area self-service.
  • Il banco posto alla fine del percorso. Tesi opposta alla precedente che sostiene sia meglio accompagnare il cliente-paziente in un percorso indotto tra gli scaffali prima che arrivi all’area prescrizioni poiché, dopo aver pagato, la sua attenzione non sarà più accesa ma proiettata all’azione successiva.

Una strategia efficace per incrementare la vendita d’impulso, è quella di utilizzare il banco per esporre i prodotti più richiesti o mettere in risalto promozioni e novità, grazie anche a espositori a gradinali realizzati a misura che espongono in maniera ordinata, facili da collocare ed eventualmente da spostare. Un espositore da banco realizzato con una strategia di marketing precisa può dare maggiore visibilità, il cliente tenderà ad osservarlo con attenzione e di conseguenza ad avere l’impulso di acquistarlo. Non da ultimo, alcuni banchi devono espletare diverse funzioni, perché in alcune situazioni deve essere adattabile alle diverse tipologie di uso: etico, consiglio, cup, promozionale, automazione, etc. Piccole accortezze che possono instaurare con il cliente una relazione di fiducia che renderà l’acquisto un’esperienza da ripetere. 

Ad ogni modo, il banco prescrizioni dovrà prevedere nel layout funzionale, di almeno 2 banchi cassa configurati nella medesima maniera con un piano a servizio del cliente, un piano più basso per il videoterminale del farmacista e vani a giorno o cassetti sulla parte inferiore. Non da ultimo, quando il progetto lo richiede, un piano ad altezza utile per i clienti diversamente abili.

Molte sono le casistiche che possono presentare i contesti in cui si colloca il banco prescrizioni, a dispetto di colori e finiture, la loro forma dovrà sempre rispettare la funzionalità e questo compito è senz’altro affrontato con grande competenza da Pharmacavigar. Rivolgiti ai nostri professionisti!

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Metti un giardino verticale nella tua farmacia

Sono ormai presenti in molti spazi, dapprima inseriti in contesti architettonici, poi nell’ambito del retail e del food, toccando oggi anche ambienti sanitari e spazi quali la farmacia: sono le pareti vegetali (naturali o artificiali) una vera e propria tendenza, che conferiscono un’atmosfera rilassante, sostenibile e certamente migliorano l’aspetto estetico, riducendo l’impatto ambientale.

La loro origine risale già agli anni ’30, ma la paternità di questo metodo espositivo è da attribuire al botanico francese Patrick Blanc che nel 1986 ha un’idea da molti definita “bizzarra” ovvero ricoprire di verde la parete di un museo nella Cité de Sciences a Parigi. La sua installazione riscuoterà molto successo e le richieste saranno declinate in molti ambiti. Oltre all’evidente valenza estetica dei muri vegetali, la loro importanza riguarda anche una funzione pratica di miglioramento poiché la loro presenza svolge molteplici funzioni: depurano l’aria, permettono un isolamento acustico e un buon risparmio energetico.

I giardini verticali, pensati appositamente per gli spazi interni che viviamo, sono soluzioni improntate sulla ricerca della biofilia in ogni sua forma ed esaltano il potere delle piante sul nostro benessere, oltre a dotare ogni progetto che li preveda di un tocco inconfondibile di design etico e sostenibile. Il farmacista passa la maggior parte del suo tempo in ambienti chiusi e l’utilizzo di questa soluzione arredativa/decorativa è un evidente toccasana, che riporta al contatto con la natura migliorando il benessere psico-fisico. Di conseguenza, le ore di lavoro saranno più produttive e più rilassanti.

Questa sensazione sarà immediatamente percepita dal cliente-paziente che ritroverà un ambiente visivamente più rilassante ed esteticamente più impattante, con il fine di migliorare l’esperienza d’acquisto. I giardini verticali quindi, non hanno solo una funzione estetica ma sono portatori di una serie di benefici che ne fanno una soluzione ideale oltre che originale e distintiva: numerosi studi dimostrano che la vista di piante e fiori riduce lo stress e aumenta il benessere fisico, oltre a migliorare le capacità di concentrazione. Un giardino verticale insomma è in grado di migliorare gli ambienti e la qualità della vita senza sacrificare lo spazio.

Che siano naturali o artificiali ovviamente la loro manutenzione varia, ma ad oggi, le riproduzioni sono molto fedeli alle piante reali che sopperiscono alle installazioni di aree con vegetali vivi. L’intervento di questi elementi è generalmente disposto su pannelli da fissare a parete così da rendere modulari le aree da rivestire. La modularità si traduce in facilità di posa, dove Pharmacavigar saprà integrare il progetto d’arredamento per creare suggestioni uniche con le zone green all’interno, creando un’identità unica se l’installazione sarà esterna aumentando la visibilità e la riconoscibilità della vostra Farmacia.

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FOCUS: i consigli di Pharmacavigar per esporre al meglio i prodotti in farmacia

In quanti modi possono essere esposti e disposti i prodotti di una farmacia? Certamente la loro collocazione ha un impatto prima visivo e poi funzionale. Non basta suddividerli per categoria merceologica ma la loro collocazione diventa un modus operandi studiato per una vendita in divenire (tendenze, stagionalità, preferenze di prodotti, ecc.). Vediamo come affrontare questa tematica.

Innanzitutto per mettere in evidenza un prodotto, è assolutamente importante tenere presente che va collocato ad altezza media (130-140 cm circa), centrale, verso il lato destro dello scaffale. Questo perché lo sguardo del cliente va dall’alto verso il basso e da destra verso sinistra, come se stesse leggendo. Quindi i prodotti più attraenti sono quelli all’altezza degli occhi del cliente e più facilmente raggiungibili dalle sue mani. Questo meccanismo li farà diventare i più visibili e i più desiderabili.

Non solo: il lato del packaging rivolto verso il cliente deve essere quello più interessante, più accattivante, più utile. Attenzione all’esplorazione del cliente: è importante facilitare la comparazione dei prezzi tra prodotti simili ed evitare i percorsi obbligati per dare al cliente la massima libertà.

Quando queste piccole regole si possono applicare facilmente alle scaffalature perimetrali, ponete maggiore attenzione alle piccole aree espositive self-service. Progettualmente questi arredi si collocano accanto alla cassa o a zone di forte passaggio poiché, mentre i clienti aspettano il proprio turno in fila, spesso sono attratti da queste zone dove possono trovare piccoli prodotti da banco o cosmetici, che diventano facili acquisti d’impulso. Strutturate con cura questo spazio perché sia chiaro nella disposizione dei prodotti, nella scontistica e nei prezzi in generale, ma soprattutto che abbia una divisione che permetta ad ogni prodotto di essere facilmente raggiunto.

Ecco una piccola lista con tutti i differenti metodi per esporre e disporre i prodotti farmaceutici all’interno del punto vendita:

  • Prodotti divisi per categoria merceologica, ordinati in base al prezzo.
  • Prodotti divisi per fascia di prezzo, escludendo l’appartenenza merceologica (le offerte, i saldi).
  • Prodotti divisi per colore.
  • Prodotti divisi per articolo, mettendo vicine tutte le possibili varianti di uno stesso articolo
  • Prodotti divisi per tema o design
  • Prodotti divisi per marchio
  • Prodotti divisi per componente
  • Prodotti divisi per complementarità (in abbinamento a)
  • Prodotti divisi per margine di profitto, che generalmente sono posizionati con particolare focus visivo.

Proporre una strategia espositiva che combaci con l’arredo della farmacia farà sentire il cliente più a suo agio e più propenso all’acquisto.

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Nuova apertura! Farmacia Girardi – Folgaria (Tn)

Un nuovo progetto firmato Pharmacavigar in provincia di Trento con nuove idee e un nuovo allestimento.

L’arredo nasce dall’esigenza di creare uno spazio funzionale in un’area misurata, modulando la superficie in base alle dimensioni del meccanizzato che la farmacia ha deciso di adottare per somministrare i farmaci. Una soluzione che negli ultimi anni è sempre più frequente, soprattutto una scelta ideale per ridurre il costo di lavorazione del farmaco, guadagnando tempo prezioso per la consulenza ai clienti-pazienti e, non da meno, ottimizzando i processi interni.

Un’area che si presenta ordinata, semplice e immediata e dove ogni prodotto è catalogato al meglio grazie ad una disposizione studiata ad hoc per il category. Un progetto che racchiude essenze di legno naturali e materiali tecnici,  sfruttando al massimo ogni parte dello spazio, con un occhio di riguardo a valorizzare arredi esistenti che tramandano il sapore della tradizione.

Una piccola anteprima dell’allestimento che Pharmacavigar ha realizzato in questo scatto; a breve la gallery completa. Restate sintonizzati!

Foto di: Andrea Agatoni

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